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Codice deontologico

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Vengono di seguito riportati alcuni suggerimenti di carattere etico che tutti i soci del CAD dovrebbero seguire come semplici possessori di un dalmata, come allevatori, come espositori, come giudici.

Ogni socio del CAD s'impegna a:

-1) osservare le norme tecniche del CLUB, dell'E.N.C.I.,dell'F.C.I., cercando nei limiti del possibile di divulgarle anche nei confronti dei non soci che nutrono un qualsiasi interesse nei confronti della razza dalmata.

-2) allevare e mantenere il proprio dalmata, tutelandone lo stato di salute, il carattere e la morfologia con le cure adeguate, evitando ogni tipo di maltrattamento ed osservando una corretta alimentazione in tutte le fasi della vita.

-3) operare nella riproduzione essendo a conoscenza delle leggi base della genetica tenendo ben presente lo standard, senza mai trascurare i problemi della razza (sordità, mancanza di denti, occhi azzurri, displasia dell'anca) osservando scrupolosamente alcuni principi generali quali:

-a) evitare l'accoppiamento delle fattrici prima dei 24 mesi e dopo i sette anni e mai per due calori consecutivi.

-b) evitare in maniera assoluta l'accoppiamento di cani che presentino patologie quali: sordità, occhi azzurri, displasia ed in generale soggetti che al momento dell'accoppiamento non si trovino in uno stato di salute ottimale.

-c) seguire al meglio i cuccioli nati,per tutto il periodo neonatale e di primo accrescimento, effettuando il ciclo di vaccinazioni e sverminazioni previste, provvedendo alla relativa marcatura (tatuaggio o microcip) . Effettuare la prova audiometrica trascorsi 50 giorni dalla nascita.

-d) non cedere i cuccioli prima dei 60 giorni di vita e "garantirne" mediante carta di selezione lo stato di salute.

-e) non cedere i propri cuccioli a commercianti, importatori d'animali,e simili né portarli in vendita in fiere in mercati etc.

-f) collaborare fattivamente con gli altri allevatori per il miglioramento della razza e per la sistemazione di cuccioli eventualmente invenduti.

-g) limitare gli accoppiamenti ed essere attrezzati in caso di mancata sistemazione,per il mantenimento dell'intera cucciolata, e se necessario essere disposti ad accettare il ritorno di cani non desiderati secondo i termini di un contratto scritto ed in tutti i casi adoperarsi per una nuova sistemazione.

-h) attenersi preferibilmente, per ciò che concerne "i diritti ed i doveri " di proprietari di stalloni e fattrici, alle cd. Regole di Monaco approvate nel 1934 al Congresso cinologico internazionale della F.C.I.

4) Osservare nelle esposizioni cinofile sempre un comportamento corretto senza travalicare nella competizione i canoni generali dello spirito sportivo, gareggiando sempre con la massima lealtà e correttezza, contribuendo a creare un'atmosfera distesa e non astiosa o esageratamente competitiva considerando gli altri espositori come concorrenti e non come una minaccia alle proprie ambizioni personali evitando polemiche, offese critiche immotivate e cercando invece di essere sempre tolleranti e collaborativi, ricordando con consapevolezza che esibire un dalmata deve essere un'esperienza divertente che offre all'espositore la grand'opportunità d'essere "ambasciatore della razza dalmata".Cortesia e spirito d'assistenza specie nei confronti dei neofiti e degli eventuali spettatori sono fondamentali per far conoscere e migliorare la nostra razza.Una visione esasperata della competizione mal si addice allo spirito delle esposizioni cinofile nelle quali volontariamente ci si sottopone alla valutazione di un esperto, il cui giudizio e operato resta insindacabile sul ring.(salvo poi avvalersi degli strumenti tecnici predisposti dall'ENCI per eventuali contestazioni).

5) a giudicare la razza attenendosi sempre e scrupolosamente al codice deontologico della categoria, sempre e solo influenzato dalla qualità dei cani e mai per altri motivi, cercando di fornire esaustive spiegazioni agli espositori con tolleranza e cortesia consapevoli del difficile ruolo assunto.

Il presente codice deontologico in quanto tale,non può rivestire carattere di "norma" trattandosi di un insieme di linee guida aventi valore morale.

Resta comunque inteso che qualsiasi comportamento lesivo di tali principi sarà sottoposto al giudizio dei Probiviri per i conseguenti